venerdì 29 ottobre 2010

Narrazioni di una sfigata.


Care zitelle,
finalmente ho preso la mia vita in mano e ho deciso di scrivere un nuovo post (2 al mese ne devo fa...eh!).
E qui, di cose da dire ce ne sono molte tante assai.
Sono sfigata.
Si, ma sul serio.
Tutto cominciò da quando si ruppe il mio pc, vi ricordate?
Bè, pensavo che la sfiga fosse finita lì. Il computer va da ben 2 tecnici che mi dicono la stessa cosa "non c'è niente da fare". Fottuto. Eclissato. Perso.
Il mio pc non esisteva più.
Stando a casa dei miei il problema non si poneva, abbiamo un pc fisso, dal quale potevo tenermi in contatto con tutti.
Vabbè, tenermi in contatto con P.
Fortunatamente gli hardisk del pc erano salvi, così tutto il materiale (di una vita) che v'era sopra era ancora reperibile.
Niente sospiro di sollievo però!
Tornai a Roma per cercare di capire cosa stesse succedendo alla mia università che grazie a quella cretina di Maria Stella era bloccata. Niente lezioni. E io bighellonavo.
Odio bighellonare. O meglio, è meglio oziare quando si hanno un sacco di cose da fare...no?
Quindi, senza computer, senza  università, la mia vita era un nullafare continuo.
Problemi familiari a parte decidiamo di fare l'investimento del secolo sul nuovo pc.
Bellissimo. Fantastico. Mi era arrivato a tempo record, mi ci avevano messo sopra tutti i programmi di cui avevo bisogno.
Attacco l'alimentatore e...
niente.
No, niente.
Nè una luce, nè un led, nè un avviso.
In fretta e furia lo riporto dal tizio che me l'ha venduto (sul serio pensavo che mi avrebbe preso per  un'idiota che non sa collegare il cavo dìalimentazione al pc)e si scopre che la porta dell'alimentazione è rotta dice: "Dobbiamo farcelo cambiare".
Ritorno a Roma ancora senza pc.
Mi chiama mio padre.
"Ma...cosa c'era sugli hardisk?"
"la mia vita"
"Ecco...il tizio ha detto che uno è fuori uso e l'altro...per sbaglio...l'ha cancellato"
"...."
"Che c'è non parli più?"
"Bè, non  mi hai dato una buona notizia, che pensi che possa mettermi a ballare la tarantella?"
E qui, l'apice della sfiga.
P non si faceva sentire, il mio umore era nero, i corsi all'università non cominciavano, il mio pc andato, le foto, i video, i documenti (!) di una vita erano andati e avevo assaggiato il mio nuovo computer per poi vedermelo portare via così (sarebbe stato meglio non averlo mai avuto fra le mani).

Ad oggi le cose sono leggermente migliorate, dopotutto quando tocchi il fondo puoi solo risalire!
Diciamo che P si fa sentire, il mio umore sta migliorando, i corsi sono iniziati (bè, non so se sia un miglioramento perchè ho orari folli) e per l'occasione mi sono ammalata...per il resto la solfa è uguale. Però vado avanti tranquilla, almeno credo.
Un bacio a tutte voi e buon weekend (con lunedì compreso! :D ) sperando che la dea bandata mi guardi ogni tanto!!


*AmaRa*

mercoledì 13 ottobre 2010

eccheccazzo

Dopo vari tentativi riesco ad accedere di nuovo al blog... mi diceva pagina inesistente... mah
Care amiche... neanche io mi stacco dall'andazzo rotto di palle/scazzato che aleggia sul blog nell'ultimo periodo.
Sono sul piede di guerra.
Mi farò giustizia con le mie mani.
Prima a parole e poi passerò ai fatti! c'è una stronza che gira intorno al mio ragazzo da mesi ormai, che gli ha detto apertamente che se lo farebbe, che continua a chiamarlo, mandargli sms ecc ecc e poi, per la serie "se non puoi battere il tuo nemico, unisciti a lui" vorrebbe pure diventare mia amica...
Ma anche no!
Ma tu guarda che faccia di cazzo...
La mia pazienza ha un limite...

Vi bacio compagne

domenica 10 ottobre 2010

Parità sessuale.


Perchè se io urlo per un attacco di coliche sono Esagerata e se lui ha Un pò di bruciore di stomaco sta a letto tre giorni?
(Con me che gli devo preparare camomille e tisane?)



Mah.



Salve a tutte!
Per sdrammatizzare un pò quest'aria pesante vi vorrei lasciare due righe di una canzone che da stamattina mi ronzano in testa. Conoscete Caparezza immagino...non so se conoscete questa canzone "Ulisse (You Listen).
E comunque le righe sono queste:

"E non avrà pietà di gatte morte fissate con l'età e solite solfe. Detesta il vip che fa il fotoreporter. Terrebbe le sue fans sotto revolver. Lei è sanguigna, senti che i denti digrigna. Cenerentola dà una sventola alla matrigna ma non le va la scarpetta, lei fa la scarpetta che se mette pancetta non frigna ed io, non sono Ulisse, io non so resisterle."

E mi  colpisce la parte della scarpetta e della pancetta...XD

Diciamo che è il mio stile di vitapensiero.



Infatti sto già pensando a cosa cucinerò per pranzo...!
Come si dice, in qualcosa bisognerà pure affogare i dispiaceri!

*AmaRa*

 

sabato 2 ottobre 2010

sabato 25 settembre 2010

Post 2.1 ultimate version


Il mio pc è andato, con esso anche tutti i miei dati, tra i quali la seconda parte del post che avevo già scritto con tanto amore. Quindi quanto state per leggere è una rielaborazione, dopotutto i contenuti sono sempre gli stessi!

Capitolo 3: Ripresa – L’amore nasce in situazioni drammatiche.
Poi mi dai la notizia “Ho vinto la borsa erasmus, vado in Spagna per nove mesi!”
Che bello, che felicità, erano già due anni che mi assillavi con l’erasmus e finalmente ci sei riuscito.
Te ne vai in Spagna, la Spagna, tu ami la Spagna, ci siamo stati tante volte insieme e t’è sempre piaciuta, le ragazze poi, lì son sempre disponibili, beate loro.
Ma nove mesi sono tanti, sono quasi un anno, e grazie che ci sto male, sei l’unico vero amico che mi sia rimasto, come potrei non starci male? Ma non fa niente, se tu sei felice, va bene così.
Passiamo gli ultimi momenti insieme, le nostre esperienze solite rese ricordi fissi.
Insieme come fidanzati, forse non te ne sei mai reso conto, ma lo sembriamo, sai? I ragazzini ci chiedono quando ci sposeremo, oppure mi dicono “Sta arrivando il tuo ragazzo” oppure ti dicono “La tua ragazza è gelosa?” riferendosi a l’uno e all’altra. Si, ma tu ora parti e io avrò tempo per disintossicarmi da te.
Finalmente. Nove mesi senza la tua presenza, senza il tuo profumo che mi fa girare la testa, che mi rende felice. Senza te. Magari non ci sentiremo neanche più di tanto, e allora, il mio obiettivo sarà raggiunto: mi farò una vita senza te. Posso stare senza te. Questo ne sarà la dimostrazione.
Vai in vacanza con Cosa, felice lei di averti solo per sè ed un mio semplice messaggio, letto da lei, diventa fonte di scompiglio. Si è arrabbiata, se l’è presa con me, sono una stronza.
Cazzo che brutto effetto fa un “Buonanotte”. Un pensiero gentile, un’abitudine che avevamo preso.
Non voglio farvi litigare, non ti rispondo più, la disintossicazione comincia in anticipo.
Ma tu non sei d’accordo. Ogni giorno mi invii messaggi pregandomi di rispondere, dicendomi che hai bisogno di me, che ti manco, che mi vuoi bene.
No, mi spiace, sono inamovibile.
Così torni, gli ultimi giorni insieme, qualche uscita in compagnia, ma Cosa non deve sapere che ci sono anch’io, ovviamente. Quasi fossimo amanti, tutto di nascosto, tutto in gran segreto.
Ogni sera mi dici che sono bella, mi sorridi in un modo così dolce che io non riesco a comprendere.
“Sarà la dopamina” penso, è brillo della presenza di Cosa, penso.
31 agosto 2010, l’ultima data che ricordo. L’ultimo giorno insieme. Mi hai fatto promettere di non piangere. Te lo prometto non piangerò.
“Ti ho portato una cartolina” mi dice, si, magari me l’ha scritta pure Cosa. “E’ a casa, vienila a prendere”. Così nel bel mezzo della festa organizzata per stare ionsieme ci allontaniamo.
Ma tu non vuoi darmi la cartolina, lo sento, lo vedo, sei titubante.
nel buio del tuo salotto mi abbracci e mi dici “Mi mancherai”
“Anche tu mi mancherai…”
“Di la verità”
“La verità? MI mancherai, è questa la verità”
“Qual è la verità?”
E mi baci. Proprio sulla bocca.
Probabilmente il bacio che aspettavo da 3 anni.
Ho il cuore che mi scoppia, sta cercando di sfondare lo sterno, ho paura che tu lo senta. Ti allontano.
Sei fidanzato. Ho dei principi. Purtroppo. Niente bis. Non si può.
E mi abbracci, o forse sono io che mi lancio con la testa sul tuo petto, e ascolto il tuo cuore correre all’impazzata mentre penso, grido “Stronzo, idiota, bastardo”. Stai tremando, forse stai piangendo, ma io no, non posso. Mi dai la cartolina, sei confuso, inebetito, non riesci a far le cose per bene. Torniamo dagli altri e io mi allontano da tutti per piangere. No, non un pianto normale, una disperazione, un continuo chiedermi perché. Inveisco contro di te, hai rovinato 8 mesi di lavoro per allontanarti, per vederti solo come amico. Otto mesi per cacciarti fuori e tu rientri senza chiedere permesso. Egoista.
Fingo per il resto della serata, tu mi cerchi, cerchi la mia mano, io cerco di restare vigile, concentrata.
Un ultimo saluto, e corro a casa.
Mentre vomito lacrime i tuoi messaggi nella notte: domani  parto e quello che dovevo dirti te l’ho detto con un bacio, mi mancherà la tua dolcezza e il fatto che ti prendi cura di me senza chiedere nulla, mi mancherà il tuo profumo, i tuoi occhi…
E altre cose in tinta. Ti dico che ti aspetterò per quando tornerai a Natale, e tu che non sai come tornerai.

Epilogo.
Grazie per avermi lasciato la confusione. Mi dici che anche tu sei confuso, dopo quel bacio non sai più cosa provi per Cosa, ma qualcosa per me lo provi. Ma io vengo dopo. Dopotutto non sono mai stata un problema, sono accomodante io, ascolto tutto e tutti io. Ma Cosa è assillante, è gelosa, possessiva, vi siete lasciati e ancor di più non so che fare. Non so se esultare o preoccuparmi.
Mi hanno detto che erano 3 giorni che piangevi.
Ma nessuno se n’è fregato di tre anni persi a piangere per te.
Dici che non vuoi farmi soffrire.
Lo stai facendo sbagliato.
Provi qualcosa per me? Eppure ora a distanza di un mese non me lo sai dimostrare. Neanche lontanamente. E io non so che fare. Sei libero, potresti “spargere il seme” tranquillamente, e io non avrei diritto di dirti nulla, perché non so chi siamo, e intanto cosa farò io qui? Mi sto chiudendo in un vuoto asettico nella mia mente, continua a venirmi in mente ogni particolare di quella sera, maledetto tu. Continuo a chiedermi se mi vuoi sentire o meno, se davvero ci tieni a me o no. Mi sto logorando, e mi stufo di sentirmi dire “Tirati su!” “Trovati un altro” “Non ci pensare”…parlare è facile, grazie. Fingo d’essere felice per non ricevere domande, fingo che vada tutto bene, ma non parlo di te. Mai.

Ti ho detto che ti avrei aspettato a Natale, ma non so cosa troverai di me a Natale.

*AmaRa*
 
Questo è quanto, mi spiace aver perso l’originale, era stato scritto in periodo certamente migliore sicuramente era anche scritto meglio, ma questo è il succo. Intanto io sto qua.

martedì 21 settembre 2010

Senza speranze

Sì, sono ufficialmente una codarda. Ormai mi sono convinta: parlerò a CapitanFenomeno, succeda quella che succeda. Ci allontaneremo e scambieremo solo qualche parola ogni tanto, così per cortesia? Diventeremo totalmente sconosciuti? Non mi prenderà più in giro per qualsiasi cosa? CHISSENEFREGA.
Ho trascorso un anno pensando segretamente a lui e non avevo mai preso sul serio l'ipotesi di parlargli per dirgli chiaramente come vanno le cose ma ora ho capito (meglio tardi che mai) che a questo punto è ridicolo andare avanti in questo modo e quindi ho deciso di prenderlo da parte per due minuti di orologio (sì, mi sono cronometrata e mi ci vorranno 1minuto e 30 secondi per dire tutto, gli altri 30 secondi li inserisco sotto forma di pausa tra una frase e l'altra) e dirgli tutto. 
Ok, le intenzioni ci sono tutte. Manca la volontà. Come sempre. 

Ormai ci vediamo solo durante il fine settimana e ovviamente gli unici giorni a mia disposizione sono, appunto, il sabato e la domenica e, volendo, non mancano neanche le occasioni per parlare con lui dato che stiamo quasi sempre da soli però, come dicevo prima, sono una codarda. Seduta su una panchina, con lui, soli, si parla tranquillamente, mi decido "adesso gli dico tutto d'un fiato", tutti gli organi interni cambiano posizione arbitrariamente nel giro di 4,2 secondi per il nervosismo, momento di silenzio "il momento perfetto" mi dico, "Ora parlo. Adesso apro la bocca e butto fuori tutto quello che ho dentro. Sì, adesso lo faccio. Sono CONVINTA" e poi ovviamente passo dalla convinzione più assoluta a "Vabè magari questo non è esattamente il momento migliore, posso dirlo anche tra qualche minuto" per poi passare al "No, glielo dico domani" concludendo con un "ma quanto sono inutile e senza coraggio?" però l'ultima fase viene raggiunta solo quando io sono ormai a casa e l'occasione è ovviamente sfuggita. 
Ormai mi sembra chiaro: sono un caso disperato.