mercoledì 5 ottobre 2011
Altro che bavaglio...
Comunque...
Il titolo del mio post è solo per un semplice motivo...vorrei tanto scrivervi taaaaante cose...
MA NON POSSO!
Probabile che qualcuno di non desiderato legga questo blog...
E non sapete quanto mi rode!!!!!
domenica 18 settembre 2011
Ma perchéééé?
mercoledì 24 agosto 2011
E se i Maya avessero ragione??? Nel dubbio mi sposo O_o
Eppure la mia mano sinistra dice il contrario...o almeno l'anello che spicca sul mio anulare....eppure giorno 3 settembre, devo andare a prenotare la chiesa...
Ebbene si, care compagne zitelle...sarà stato il verdetto dei Maya...sarà stato che finalmente posso affermare di aver trovato l'uomo giusto (e non ho detto perfetto...l'uomo perfetto esiste solo nelle favole), sarà quel dimante che brilla tantissimo....ma a quanto pare, l'anno prossimo a settembre non sarò più una zitella...o forse lo sarò per sempre...vista l'ansia che mi viene ogni tanto al solo pensarci!!!
martedì 12 luglio 2011
Questo lungo racconto notturno per quando c'è troppa afa
L'Eccs viene non già a pranzo, ma più tardi, tardi... tardo pomeriggio, diciamo. Che è pure periodo d'esami e state sole a casa tutto il santo giorno voi e il libro il libro e voi ed egli - libro - vi fissa e non favella non vi dà neanche la soddisfazione di tenervi compagnia durante il pranzo ché lui al massimo vi sputa addosso numeri e sigle e vi guardate le gambe che sono bianche e tempo addietro avete scelto di non avere la televisione quindi non ci sono voci di chiacchiericcio inutile e vano tutt'al più potete provare a vedere se alzando il volume delle casse al massimo la voce di De Andrè riesce a dribblare i rumori delle macchine delle moto le grida dei passanti le sirene delle ambulanze e arrivare fino a voi che non potete concedervi neanche il beneficio del mal di testa. Poniamo.
L'arrivo dell'Eccs non visto da lungo tempo verrà salutato con salve di cannoni e finestre pavesate a festa, si parlerà di questo quello e quell'altro ancora. Magari lui poi scherza sulle vostre tette, può darsi, voi siete composte - più o meno - è un Eccs, vi ripetete, ve lo ripetete pure quando finite per abbracciarvi e poi vi sdraiate insieme sul letto e la sua mano pellegrina intraprende la scalata della cima puntuta della vostra tetta destra, allora finisce che combinate strani giochini con la lingua alle sue dita, e la voce di lui dice no, mentre la mano pianta bandiere e si installa in pianta stabile sulla vetta di cui poc'anzi. A cotanta ambiguità voi, pragmatiche femmine del sud, son certa rispondereste prendendo in mano la situazione e provando a baciarlo. Ma lui si scanserà, mentre le sue dita ancora soggiornano sulla cima dei monti, e poi vi dirà per esempio che si sta vedendo con un'altra. Voi probabilmente rivedrete para para nella vostra mente una scena di otto anni fa, vi sentirete come delle bimbe colte con le mani nella marmellata, con quel senso di bruciore alle guance, gli occhi che vorrebbero abbassarsi ma non sarebbe gesto da pragmatica femmina del sud, da orgogliosa femmina del sud provocata e poi umiliata che senza volerlo ha comunque insidiato il territorio di un'altra femmina. A quel punto l'unica cosa che vorreste è veder sparire all'istante l'Eccs, comprensivo di tutte le sue appendici digitali - che a questo punto scaccerete in malo modo dalle scoscese pendici del monte tetta destra -. Siete però pur sempre esseri civili, e civilmente chiuderete la questione con Eccs, che però parrebbe sentirsi anche un po' in colpa pure lui, non indagherete, prenderete per buono e in buona fede il suo deragliamento anche perché porsi troppe domande comporterebbe una fatica mentale che non siete in grado di compiere per via dell'afa e dello sguardo accusatorio del libro geloso e abbandonato.
Poniamo che a questo punto vi sentiate una specie di vulcano che ruggisce dentro, e consapevoli di poter spegnere l'eruzione solo gettando benzina sul fuoco chiamerete uno dei vostri migliori amici per una serata alcolica. Ma il vostro amico non risponderà, e allora vi rivolgerete a un Ex - questo, stavolta, compiutamente tale, con tanto di litigate e rinfacci alla fine della storia -, il quale di buon grado accetterà la vostra proposta. Amico nel frattempo vi richiamerà, proprio quando starete lì lì per prendere il treno per andare da Ex, e gli racconterete tutto e lui vi dirà che soprattutto non è il caso di andare da Ex, non con tutto questo rodimento in corpo, non per una serata alcolica, "ché poi si sa come vai a finire tu quando bevi". Ma voi il treno lo piglierete lo stesso, perché Ex se è Ex ci sarà un motivo e negli ultimi tempi della vostra storia vi attraevate come due poli negativi della calamita e l'avrete fatto sì e no due volte nell'ultimo mese insieme prima della rottura e l'ultimo complimento che vi ha fatto nel corso dell'ultimo anno è stato "perché vabbè tutto sommato te mica sei un cesso a rotelle".
Arrivate sotto casa di Ex, dovreste aspettarlo, ma vi scapperà la pipì e quindi salirete, e lui vi verserà uno poi due poi tre bicchierini di cosa assai alcolica e ghiacchiata seduti sul balcone, col ponentino che vi accarezza la nuca e i capelli tirati su, riderete tantissimo, voi e Ex. Poi arriverà suo padre, che anacronisticamente conoscerete per la prima volta, e lo troverete anche simpatico, al punto che alla fine neanche uscite più perché voi - ubriache come le cocozze - ed Ex resterete a casa ad ascoltare racconti di vecchi episodi d'infanzia di Ex, e poesie belle in dialetto, e il padre di Ex vi riempirà la borsa con una degna delegazione dei suoi millemila libri "visto che ti piace leggere", ed Ex poi vi dirà che gli siete state proprio simpatiche, a suo padre, se vi ha prestato quel libro di poesie ché ci tiene tantissimo, ma la cosa è reciproca perché anche a voi seppur ubriache vi sarà stato assai simpatico il padre di Ex che ha smesso di essere solo una voce al telefono che dice ahseiciccuzzavuoiexadessotelopassosubito ed è diventato pure un corpo un sorriso mani che sfogliano.
Quando il papà di Ex sarà andato a dormire, sarà però ormai troppo tardi per uscire, e allora vi getterete sul letto a parlare inframmezzando le parole con altri bicchierini di quella cosa assai alcolica e ghiacciata, prima di farvi riaccompagnare a prendere un bus notturno. Parlando, può darsi che anche Ex si sdrai accanto a voi, e che vi tenga abbracciate, e che sia bello sentire delle braccia intorno e che queste si rivelino efficacissime domatrici di vulcani insieme alle poesie, alle risate, ai discorsi "io sono ancora innamorato di Quella", "io invece non sono innamorata di nessuno, non mi voglio innamorare". Allora magari affiora sulla superficie alcolica la domanda dell'autostima ferita, "ma io sono carina?" perché una femmina rifiutata la prima cosa che pensa è che non è abbastanza femmina, che non è abbastanza bella - anni di femminismo gettati al vento, welcome Dr. Freud -. E lui non vi risponderà, ritufferà la testa nei vostri capelli e vi dirà di non tagliarli mai più così corti come a settembre di quell'anno, e poi di bacio in bacio dalla fronte arriverà alle labbra. Dopodiché tutto fluisce per le sue vie naturali, in un movimento che a fotografarlo da fuori sono due persone che non sono innamorate ma lo sono state ma si vogliono bene e siccome sono molto rigide fino a due ore fa avrebbero riso in faccia a chiunque avesse azzardato l'ipotesi di vederle nude coi fiati in sincrono e gli occhi sgranati e le mani intrecciate in un modo che pensavano di esserselo perso persino prima di lasciarsi; ma quel movimento visto da dentro è acqua che si muove cercando le sue vie senza pianificare con le mappe dei geometri e le attrezzature dei geologi e si trova la propria strada da sé.
E no, non lo amerete daccapo Ex, neanche vi passerà per la testa come non passerà per la sua, ma rimanere abbracciati è la cosa più facile del mondo, e pure quella più giusta stamattina che si sta facendo l'alba e quei colori oltre le case oltre il fiume sono così belli, come pure i baci suoi, come pure le carezze, in questo istante, e quest'altro, e questo, e poi ciao buona giornata ci sentiamo ciao.
mercoledì 15 giugno 2011
Stralci di una conversazione qualunque
Io: Mà, oggi mi sono innamorata!
Genitrice piacevolmente stupita: Di chi?
Io: Di un cucciolo!
Genitrice visibilmente delusa: Ah, pensavo di un ragazzo...
Io: No, ma figurati!
mercoledì 20 aprile 2011
Questione di prospettiva
... perché sono giorni che ha la febbre alta che non è riuscito neanche a farsi una doccia.
AGGIORNAMENTO: avvenne un dì che me ne andai bel bella a pranzo a casa di uno splinderiano da poco trasferitosi nella mia città - questo, a riprova del fatto che si possa anche uscire dall'epilettogeno universo dei pixel, e incontrarsi alla luce del sole, con dei fotoni veri tutt'intorno -. A casa di costui v'erano altre genti, ma di essi uno in particolare attirò la mia attenzione in quanto - poffarbacco! - latore di occhi di un azzurro tale che al confronto la bandiera del PDL è verde-melma. E' cosa nota, difatti, che io nutra un malcelato debole per l'iride cerulea.
S'ischerzò, si rise e ci si diede al buon tempo pria, durante e poscia il desinare. Ma fu solo nei giorni seguenti che addivenni alla conclusione che forse anche nel suddetto la mia persona aveva risvegliato qualche interesse; di qual genere detti interessi fossero, non sto qua a dirvi, vi basti sapere che mi ritrovai, dopo sollazzevol nottata, a cibarmi di banane fritte - che non si chiamano banane, ma banane sembrano e adunque per me banane sono - approntate da lui all'uso nigeriano per pranzo, al fine di non interrompere lo studio delle mie sudate carte.
Non dimandatemi, fanciulle, quali siano i rapporti che mi legano a costui, perché per il momento non ne so una sega. So che sono stata bene, e tanto mi basta.
In fede, vostra
Ciccuzza
Ulteriore aggiornamento (una settimana dopo)
cioè, Bridgets, ve lo dovevo scrivere perché scommetto che nessuna di voi può vantare una seconda uscita come la mia: una serata intera, dalle otto e mezzo alle tre di notte, lui con la testa appoggiata alle mie ginocchia, io che gli carezzavo la schiena. il tutto avveniva molto romanticamente al pronto soccorso dell'Umberto I, ove ci eravamo recati a causa dell'invincibile febbre alta di cui all'inizio del post.
gran seratona, ragazze, con tanto di meravigliosi trip: un traumatizzato con lesioni al midollo spinale che si alza e cammina, un ciccione enorme con maglione blu, zoccoli in tinta e, avvolta a mo' di asciugamano intorno alla vita, una gigantesca carta di uovo di pasqua dorata, e tante tante altre cose che voi umani non potete neanche immaginare.
invidiatemi.
lunedì 21 febbraio 2011
Usi criminosi
Con questo post, intendo fare un uso criminoso di mezzo pubblico, perché innanzitutto vi volevo dire che io oooodio splinder, in quanto nei giorni scorsi ho provato più volte a commentare i vostri post, ma quando li inviavo mi compariva una specie di errore e si scancellava tutto. Il che è grave soprattutto per i commenti al post di Cerveza, che erano delle cose lunghe e articolate e dopo la terza volta che ci riprovavo (perché, essendo io una Giorgiona patentata, mica salvavo... noooo! ogni volta riscrivevo tutto daccapo) ho mandato a quel paese splinder, il Ctrl+C, l'Italia metà galera, poi l'Italia tutta intera, i Puffi, Gargamella, li mortacci loro e chi non glielo dice con la voce di Mike Bongiorno (cit.).
Mo se splinder mi cancella pure questo post, gli mando contro uno dei superpersonaggi creati da mia madre dopo il famigerato Tomonx, protagonista di Forrest Gump: la nuova Nemesi di internet, Margherita Hacker!
Ma comunque.
Per tornare a fare la zitella seria che scrive di cose serie, volevo aggiornarvi con l'ennesima chicca prodotta dalla mente - ormai acclaratamente malata - di Furio, a.k.a. Sestoscemo, a.k.a. l'ultimo trofeo nella mia magnificente esposizione di psicopatologia umana maschile.
Riassumendo brevemente: dopo esserci lasciati, sono sopravvenuti giorni di intensi litigi per incomprensioni e malintesi (forse), occasioni nelle quali io do il meglio di me quanto a interpretazione del ruolo della Pazza Isterica e Acida Oltre Ogni Dire. Mi aspetto di essere chiamata dall'Academy a giorni, per la nomination.
Però poi calma, tranquillità, e non-sentenza reciproca. Solo che io sono fatta un po' così, diciamo, sono fatta strana, e questa cosa che l'ultima volta che ci siamo visti - la mattina del 23 dicembre, quando sono partita per il Paesiello Natio - era un'apoteosi di cuoricismo da diabete, e poi è successo un '48 (anzi, un '96, ma che dico? un '3578, un esponenziale n tendente all'infinito...) tutto e solo per telefono e via mail, proprio non mi scendeva giù. Non che volessi tornarci insieme, considerate le cose di cui vi ho già parlato. E' solo che a me pare sempre brutto chiudere le cose "virtualmente": al punto che per esempio l'anno scorso presi bel bella un treno per Torino la mattina dopo aver chiuso una storia, col rischio che lui neanche venisse a prendermi alla stazione, perché non mi scendeva giù che ci dovessimo mollare definitivamente per telefono (per la cronaca: lui ci venne, alla stazione, e rimasi là due giorni, e forse, anche se furono gli ultimi, sono stati i momenti più belli che ho passato con lui... ma il tizio in questione era di tutt'altra tempra, rispetto al nostro buon Furio). Sarà che voglio le lacrime in diretta, le voglio toccare - le mie e le sue -.
Insomma a fine gennaio ho chiamato l'ottimo Furio per chiedergli di vederci, e anche per chiedergli se mi portava dei libri che cerco da anni, quando tornava da Parigi. Lui ha glissato, "no, è meglio di no... lasciamo tranquillizzare un po' le acque". Quali acque? Di che?
E dopo due giorni mi ha richiamato per chiedermi "ma cosa volevi dirmi l'altro giorno? solo dei libri?" "no, volevo chiederti dei libri, e di vederci" "e nient'altro?" "... in che senso?" "no, niente, così". Il misterioso Furio.
Qua, a onor del vero, devo dire che io ho commesso un errore: nel senso che lui mi aveva già detto, seppure con spiegazioni per nulla plausibili, che non ci teneva a vedermi. Però io qualche giorno dopo, dovendo accamparmi per una giornata intera in una biblioteca vicino casa sua, l'ho chiamato per chiedergli se volesse pranzare insieme a me. Mea culpa, briggezz, lì ho fatto una cazzata, ma comunque non mi sarei mai aspettata la sua reazione glaciale nel rispondermi, né la pippa chilometrica che mi ha attaccato di conseguenza, sul fatto che avremmo dovuto aspettare per poter essere amici ("Fu', ma io non penso che io e te possiamo essere amici... cioè, con Ex ci sarei potuta rimanere amica, ma con te... boh, non so se voglio..."), in modo che poi se avesse avuto una storia con un'altra avrebbe potuto presentarmela ("Fu', così come a me hai presentato tutti gli amici tuoi? specialmente la tua Ex Grandissima Scassapelotas?"), che in effetti se non mi aveva presentato i suoi amici forse era perché a me non ci teneva poi così tanto ("ah, è per questo che mi hai crocefissa per due mesi per venire a passare l'estate a casa mia e perché io dicevo che preferivo non farti conoscere i miei genitori così presto, e tu hai fatto una caciara che non finiva più, accusandomi di avere la tipica mentalità chiusa del Sud?" - che poi, strunz, tu avrai anche preso l'accento romano, ma sei di Napoli, no di Bolzano nord... -).
Insomma, dopo quella telefonata ho preso un pennarello rosso formato gigante di tipo indelebile per superfici cerebrali, e mi sono auto-tracciata una vistosissima X in zona ippocampo-lobo limbico, in corrispondenza del suo nome.
Sennonché, in un terso pomeriggio di metà febbraio in cui sto amabilmente dando vigorose capate sul libro di psichiatria, mi giunge una telefonata da un numero che non conosco. E' l'avventuroso Furio, appena tornato dal viaggio in terra francofona, che mi ingiunge di sedermi, perché ha delle cose non piacevoli da dirmi.
Io mi spavento: oddio ha l'AIDS, oddio sua mamma si è sentita male, oddio gli hanno rapinato casa, oddio è caduto l'aereo e mi chiama per comunicarmi che è morto.
Niente di tutto questo.
Con voce greve, venata di funereo, mi dice che si è sentito usato - da me -, per il fatto che lo chiamavo con tanta insistenza per vederci, e che aveva capito tutto, che ormai aveva messo insieme le tessere del puzzle, che insomma all'inizio lui era in buona fede ma poi difatti mi aveva chiesto quali fossero i reali motivi del mio cercarlo, e anche se non avevo avuto il coraggio di dirglieli lui li ha capiti lo stesso e ha sentito che stavo mancando di rispetto a lui e alla sua Nuova Compagna - sì, ha detto proprio così: Nuova Compagna - perché ormai era inutile negarcelo, lui aveva una Nuova Compagna, e io li avevo messo entrambi in imbarazzo, ero stata del tutto irriguardosa...
Che a quel punto a mezza voce ho detto va bene, tu avrai capito tutto, ma io, sinceramente, non ho la minima idea di cosa tu stia parlando
E lui, con voce glaciale, sprezzante, ma sicura come si confa a ogni buon cavaliere senza macchia e senza paura: "tu mi chiamavi perché mi volevi come trombamico, e questa mi sembra una cosa molto brutta da parte tua, anche perché io ho già un'altra storia, e sai, lei potrebbe aversene a male".
Ora: immaginatevi un bel punto interrogativo, ma grosso, grossissimo, giallo e ciccione. Stava là, sulla mia capoccia, mentre lo ascoltavo e mi chiedevo se gli sbalzi di pressione in aereo potessero causare danni così ingenti al cervello umano, al punto da fargli partorire una cosa del genere. A lui. Alla persona con cui ho passato otto mesi della vita mia, e la quale avrebbe dovuto sapere meglio di chiunque altro come io dica esattamente quello che penso, pure se quello che penso è "guarda che io in questo momento anche se sto con te mi scoperei un altro perché questa storia non mi sembra neanche più una storia", pure se quello che penso è "anche se ti conosco da solo sei ore, mi piaci da morire, e ho voglia di fare l'amore con te e non me ne frega niente se pensi che sono una troia che la dà al primo che passa, io vorrei che tu dormissi da me stanotte".
Poco ci mancava che gli scoppiassi a ridere in faccia.
Ma lui insisteva: e allora perché mi chiamavi?
Perché mi sembrava surreale lo sbalzo tra l'ultima volta che ci siamo visti, e tutto quello che è successo dopo, perché avevo bisogno di vederti, reale, sapere che era tutto finito guardandoti in faccia.
E lui ancora, pervicace: mi sembra che non abbia senso.
Perché invece questa faccenda che io ho mancato di rispetto a lui e alla di lui Nuova Compagna - che manco sapevo che esistesse - in quanto ostinatamente convinta di volerlo come trombamico, di senso ne ha a bizzeffe, una cosa che domani mattina me lo vado a vendere al mercato tutto questo senso che mi avanza e che non so più dove metterlo ché ne ho gli armadi pieni.
Cioè.
Siamo stati insieme otto mesi, e non ha capito un'emerita ceppa di me. A saperlo prima, qualche volta avrei provato a sgattaiolare fuori dalla macchina mentre guidava e mi ammorbava con i suoi tornei di Magic, mettendo al mio posto un pupazzo formato gigante di Winnie the Pooh, per cronometrare quanto ci metteva ad accorgersi della differenza.
Chissà, magari finiva che se lo sposava...
PS: cerve', ma te lo posso mandare come messaggio privato, il commento, o cominci a insultarmi per violazione della privacy?
mercoledì 16 febbraio 2011
Di leggerezze e banalità
Ieri stavo studiando (cioè contavo le pagine da escludere dal libraccio di diritto dell'Unione Europea) e, attraverso non so bene quali processi mentali, sono arrivata alla conclusione che c'è troppa superficialità nell'usare le parole. “MA CHE SCOPERTA MERAVIGLIOSA!” direte voi “...equiparabile solo alla scoperta dell'acqua calda” aggiungo io.
Questo post sarà di una banalità sconcertante ma a me le cose banali a volte mi fanno pensare.
In genere una storia va così: ci si conosce, ci si piace, si sta insieme e dopo 3-4 giorni (quando si va lentamente) già partono in loop frasone impegnative tipo “tu sei tutta la mia vita” o “tu sei quella che cercavo” oltre, naturalmente, al super-inflazionato “ti amo” che ormai si riserva anche al tizio che ti lascia entrare per prima dal salumiere, ma solo per guardarti il didietro.
Ma... seriamente? Voglio dire, le cose sono davvero diventate così squallide o sono io ad essere schifosamente all'antica? No ditemelo perché, se quella sbagliata sono io, cercherò di rimediare, lo giuro!
È solo che non riesco ad arrendermi a questa cosa... Si sa che i primi tempi insieme sono tutti rose e fiori, tutti ciccipucci, non ci si scolla un secondo, si sospira ad ogni cosa ci ricordi la nostra cara e dolce metà che ci sembra sempre perfetta e bellissima. È la norma. I problemi vengono quando questa prima fase passa e SOLO ALLORA -sempre secondo il mio banalissimo parere- ci si conosce per quelli che siamo e quindi... perché non aspettare un pelino di più prima di sbandierare amore eterno al tipo conosciuto appena 3 quarti d'ora fa?
Fine del post più noioso della storia, adesso vado a riflettere sul fatto che si stava meglio quando si stava peggio.
lunedì 17 gennaio 2011
Cambia tutto e poi non cambia niente
Le vacanze sono arrivate e passate, il mostro è tornato e per fortuna è anche andato via e NON è SUCCESSO NIENTE!!!
Inizialmente, visto che CapitanFenomeno non faceva nulla pensavo che magari l'avevo preso alla sprovvista e quindi non sapeva cosa dire o come farlo e quindi gli ho dato tempo.
Poi è tornato il mostro e ho pensato che forse voleva vedere come sarebbero andate le cose, come sarebbe stato il rapporto tra loro due, tra me e lui, tra me e lei, insomma l'ho giustificato anche stavolta perché in fondo speravo che lui non avrebbe fatto cadere la questione nel dimenticatoio e invece pare sia successo proprio questo.
Adesso sono divisa in due perché la parte positiva che c'è in me pensa che non è possibile che lui non senta niente per la sottoscritta perché, diamine, certe cose sono assolutamente palesi! La parte assolutamente negativa e, forse, l'unica che ragiona davvero, pensa invece che lui non prova niente per me da quel punto di vista, è affezionato ma forse mi vede solo come l'amica più cara altrimenti lui avrebbe tirato fuori le palle e avrebbe fatto qualcosa, no?
Boh... adesso, com'è ovvio, comincio a stancarmi della situazione e comincio a non pensare più a quello che è successo e mi comporto come se nulla fosse anche perché so che è solo questione di tempo e poi anch'io comincerò a guardarlo come un amico ché mi sono abbondantemente stancata della sua vigliaccheria in merito a questioni sentimentali!
giovedì 13 gennaio 2011
Ebbene sì...
E, come capita di solito alle cose che devono accadere, è accaduto: io e Uomo ci siamo lasciati.
Ma mica in un giorno normale, di quelli che quando vai a dormire la sera pensi "mmh, vediamo, oggi ho rischiato il tamponamento sulla Tiburtina, mi si è rotta l'unghia dell'anulare destro, mi è quasi sembrato di vedere un UFO ma non sono tanto sicura, ho trovato due sorprese nel pacco di patatine, mi sono lasciata con Uomo, ho messo a caricare la lavatrice per domani". No. Ci siamo lasciati il 30 dicembre, vale a dire il giorno prima dell'ultimo dell'anno, ché se capitava il giorno dopo almeno lo potevo lanciare dalla finestra nel rispetto della tradizione che vuole che si butti via qualcosa di vecchio.
In realtà, tra i miei amici il totoscommesse era partito già da agosto, dividendoli nella fazione "tanto non arriva al panettone" contro quella "secondo me non arriva neanche a mercoledì prossimo".
Le avvisaglie c'erano: per esempio, il giorno di ferragosto, mentre giocavamo a Monopoli e lui è capitato sul Parco della Vittoria completo di casette di un mio amico che era praticamente quasi in bancarotta, tutti siamo scoppiati a ridere assistendo alle manifestazioni di gioia del quasi-bancarottato, che si è prodotto in uno spettacolo degno del miglior rito della fertilità tribale. Tutti ridevamo, sì, ma solo a me Uomo si è rivolto, rosso in viso, urlando "sei una troiaaaaahhhh". Pare difatti che sia un reato grave punibile con la galera in molti stati, il non tifare sfegatatamente e senza pudore per la propria dolce metà quando si gioca a giochi da tavolo.
Memorabile è anche la volta quando, in giugno, diede una sonora capata contro il cofano aperto della macchina mentre io e il mio amico parlavamo poco più in là. Dopo averlo sentito smadonnare per una manciata di secondi, mi sono avvicinata per accarezzargli la schiena, e lui mi ha spinta di lato in malo modo ingiungendomi "e levate!".
Cose così, insomma, che nella mia testolina terremotata accendevano sempre di più la spia del dubbio che, forse, lui non era così innamorato, o che forse non eravamo esattamente fatti l'uno per l'altra.
Però io sono una donna tenace, che non si tira indietro di fronte a niente: d'altra parte ho quasi trent'anni e la nonna mi ha insegnato che le cose non cadono dal cielo, ma vanno costruite.
Difatti la nostra storia è continuata, con me che ho cominciato ad adeguarmi graziosamente alla situazione perdendo la pazienza e sbroccando ogni volta che potevo, così, giusto per non farlo sentire solo nei suoi ingiustificati e improbabili scatti d'ira.
E poi, che diamine, ci ho messo anche un po' di creatività, rimanendo giusto un pelo al di qua dei confini del lecito ogni qualvolta si presentava qualche altro essere di sesso maschile che mi corteggiava. Cosa che non avevo mai immaginato prima, né tanto meno sperimentato, essendo io di una fedeltà quasi claustrale.
La logica spingerebbe a domandarsi "ma allo' che cacchio ci stavate a fare, insieme?".
La risposta sta appunto nelle parole della nonna di cui sopra, e nella comune intolleranza verso il "consumismo sentimentale" (questa cosa qua immaginatevela detta dalla Arcuri, mi raccomando), per cui pensavamo che, essendoci comunque molte cose belle nel nostro rapporto, avremmo solo dovuto impegnarci meglio, fallire meglio, e riprovarci ancora meglio.
Nel mio caso, questo sistema è stato una catastrofe intergalattica: perché bastava una rispostaccia per farmi immediatamente virare dall'"amore voglio passare tutta la vita con te in fondo che ci vuole basta solo essere comprensivi " all'"aspettami qua, non ti muovere, vado ad affittare un rullo compressore col quale passarti sopra due o tre volte in prima e retromarcia, ma torno subito". Il rapporto era stabile come la pila di bicchieri pentole e piatti sporchi nel mio lavandino dopo una cena a quattro portate per sei persone.
E poi, quello che doveva succedere, come di solito succede, è successo (ma non sul ce... vabbè, mi astengo, vi risparmio l'orrida battuta) ( è che sto passando troppo tempo col mio pessimissimo migliore amico, in questi giorni, e certe cose mi vengono spontanee).
Il punto è che non so se sia l'età, ma è come se da un lato ci fossero tutti gli aspetti razionali, logici, pragmatici (adulti...) di un problema, e dall'altro tutto quello che c'è di viscerale, passionale, di pancia (istintivi...). E io sto là, sospesa a quattro metri da terra, che per sopravvivere ci faccio la spaccata in mezzo.
L'analisi più fetecchia che mi è venuta in mente, è che sento il peso della responsabilità, che non guardo più alle cose con l'incosciente leggerezza di qualche anno fa, insomma che sto diventando una vecchiaccia sclerotica che non riesce più a commuoversi alle manifestazioni, che non si sente battere il cuore ai concerti, che analizza tutto in termini di funzionalità e resa effettiva.
Ma poi una vocina, dentro, mi ha chiesto se per caso non fosse tutto il contrario: se le presunte sensazioni di pancia, i colpi di testa da filmone hollywoodiano, non fossero che capricci, boicottaggi, scuse che trovo a me stessa per non crescere.
E, a quel punto, altro che spaccata a quattro metri da terra.
Contorsionismi su un treno frecciarossa che deve recuperare un ritardo di venti minuti per un guasto a Firenze Centrale, signore mie! E senza mani!
venerdì 10 dicembre 2010
The final Break Down
forse è davvero, finalmente, giunto i momento di scrivere il capitolo finale di questa storia di me**a.
Al momento, per dirla tutta sono talmente arrabbiata che mi stupisco di come faccio ancora a mantenere un contegno.
P mi aveva chiesto di accoglierlo a Roma per il suo ritorno. Cosa per me non facile, poiché sarò a casa (nel mio paesino) dal 17 dicembre, e lui torna il 22. Mi ero convinta che per sistemare la situazione sarebbe stato bello poter approfittare della casa vuota e dell'atmosfera di Roma. Mi ero convinta davvero.
Andava davvero tutto liscio, mi potevo dire anche quasi felice. Poi, nel bel mezzo della lezione di statistica mi arriva un messaggio da Domi, mia amica e "consulente sentimentale" che recita tipo:"Ho visto il nuovo stato sentimentale di P su facebook...come stai?"
Sapendo che il suo stato è sempre stato, nonostante tutto, "fidanzato ufficialmente" anche dopo aver lasciato l'altra, chiedo con le mani che già in tremore "Che stato?"
Impegnato.
Ragazze il tipo s'è impegnato.
Vi rendete conto?
No, io ancora non riesco ad arrivarci.
MA CHE C'HAI IN TESTA? BRUCHI?!?!?
Pur sapendo che certamente avrebbe avuto il cellulare italiano spento gli mando un sms "Tu...saresti...impegnato?"
Ovviamente nessuna risposta.
Ovvio.
Ora, capirete bene che io il 22 non sarò a Roma, ma a casa mia, vicino al fuocherello.
Che non voglio vederlo neanche da lontano quest'essere infimo, pessimo e disgustoso.
Non mi fa male il fatto che si sia "impegnato"...ma il fatto che non mi abbia detto NULLA!
E questo vuol dire una serie di cose:
1. Mi ha mancato di rispetto come AMICA (che poi lui mi dice che sono la sua migliore amica!)
2. Mi ha mancato di rispetto come PERSONA
3. Allora tutto quello che ci siamo detti prima della partenza dov'è andato a finire? (Ho bisogno di te, ti manderò la buonanotte tutte le sere, ci vedremo a Natale, mi piaci, mi mancherai, provo qualcosa per te, ecc..ecc...ecc..)
4. E' un enorme e sconfinato EGOISTA e NARCISISTA.
5. La sua ex AVEVA RAGIONE
6. Vaffanculo.
Sto aspettando che sia lui a contattarmi in un modo o in un altro, perché se lo faccio io credo che non sarei in grado di trattenermi dallo spaccare tutto.
Di fatto, con me, ha chiuso.
Se davvero sono importante (la persona più importante della sua vita!), soffrirà per la mia assenza, e sinceramente in questo momento voglio che soffra come un cane, così come ho sofferto io.
giovedì 25 novembre 2010
E non si può mica pretendere...
Quel tipo di uomo che, se la sua donna subisce un'operazione da due minuti per la rimozione di una ciste, la fa stare a letto, riempiendola di coccole e parole dolci, le prepara pranzo e cena per 3 giorni di fila, lavando pure i piatti...e la sgrida dolcemente ogni volta che si alza anche solo per prendersi un bicchiere d'acqua?!?!?!
Bhè...questo è il mio uomo!!!
Ecco...ora potete anche smettere di pensare "ma te guarda che culo questa!!!"
Perchè care mie, l'uomo perfetto non esiste...ed il mio non lo è sicuramente!!!
Ed eccone spiegato il semplice motivo...
Dovete sapere che circa un mese fa sono rimasta senza lavoro...e ieri mio fratello mi ha proposto di fare la babysitter per suo figlio, e non a titolo di "zia che tiene il nipote", dato che verrò pure remunerata...
Naturalmente accetto...ed ecco che oggi mi sono trovata catapultata nel mondo di mio nipote...sino alle ore 13:00.
Finisco di lavorare, ed avverto il mio uomo che non c'è bisogno che mi venga a prendere...perchè ritorno a casa con i suoceri di mio fratello...
Ecco...qui entra in scena il fattore X
Riepiloghiamo....finisco di lavorare alle 13:00, avverto il mio uomo che mi accompagnano....entriamo in macchina...iniziamo ad incamminarci verso casa....e nello stesso istante, tutti gli abitanti di Catania entrano nelle loro macchine...ed eccolo....il fattore X...città bloccata...arrivo a casa alle 13:45 (sarei dovuta arrivare alle 13:10)
Apro la porta...ed inizia il dialogo:
Io: Ciao amò
Il mio uomo: Ciao amò
Io: Mi rilasso 10 minuti ed inizio a cucinare...
Il mio uomo: Ma io alle 15:00 devo essere a lavoro
Io: Ma scusa amore...sono appena tornata...visto che ritardavo, potevi iniziare a cucinare...no?
Il mio uomo: Ma scusa...allora potevi dirmelo che mangiavo solo...invece di aspettarti!!!
Io: Ma se vedi che ritardo che ti costa iniziare a cucinare??? E se ritardavo ancora....non mangiavi???
Il mio uomo: Avrei mangiato fuori dopo...
A questa risposta tronco la discussione...mantendendo la calma...non ho voglia di litigare....e dopo due minuti ricomincia lui, urlando, dicendo che la colpa è mia...che voglio sempre ragione....che dovevo arrivare prima...ed io ad ascoltare...con calma...cercando di dire le mie ragioni....e lui di nuovo a urlare che voglio sempre ragione...anche quando non ne ho!!!
Allora...a parte che ho palesemente ragione...perchè non credo di avergli detto chissà quale insulto...io credo di aver anche capito perchè l'uomo perfetto non esiste e non esisterà mai...esistono semplicemente uomini, che durante l'arco della loro vita, hanno momenti di on e off del cervello....e più sono stati perfetti nella loro fase on...minore sarà lo sforzo che metteranno nel litigare nella loro fase off...causando così liti senza nè testa nè piedi!!! E' solo un'alternanza di alti e bassi...bisogna solo trovare l'uomo col giusto equilibrio...
venerdì 29 ottobre 2010
Narrazioni di una sfigata.
Care zitelle,
finalmente ho preso la mia vita in mano e ho deciso di scrivere un nuovo post (2 al mese ne devo fa...eh!).
E qui, di cose da dire ce ne sono molte tante assai.
Sono sfigata.
Si, ma sul serio.
Tutto cominciò da quando si ruppe il mio pc, vi ricordate?
Bè, pensavo che la sfiga fosse finita lì. Il computer va da ben 2 tecnici che mi dicono la stessa cosa "non c'è niente da fare". Fottuto. Eclissato. Perso.
Il mio pc non esisteva più.
Stando a casa dei miei il problema non si poneva, abbiamo un pc fisso, dal quale potevo tenermi in contatto con tutti.
Vabbè, tenermi in contatto con P.
Fortunatamente gli hardisk del pc erano salvi, così tutto il materiale (di una vita) che v'era sopra era ancora reperibile.
Niente sospiro di sollievo però!
Tornai a Roma per cercare di capire cosa stesse succedendo alla mia università che grazie a quella cretina di Maria Stella era bloccata. Niente lezioni. E io bighellonavo.
Odio bighellonare. O meglio, è meglio oziare quando si hanno un sacco di cose da fare...no?
Quindi, senza computer, senza università, la mia vita era un nullafare continuo.
Problemi familiari a parte decidiamo di fare l'investimento del secolo sul nuovo pc.
Bellissimo. Fantastico. Mi era arrivato a tempo record, mi ci avevano messo sopra tutti i programmi di cui avevo bisogno.
Attacco l'alimentatore e...
niente.
No, niente.
Nè una luce, nè un led, nè un avviso.
In fretta e furia lo riporto dal tizio che me l'ha venduto (sul serio pensavo che mi avrebbe preso per un'idiota che non sa collegare il cavo dìalimentazione al pc)e si scopre che la porta dell'alimentazione è rotta dice: "Dobbiamo farcelo cambiare".
Ritorno a Roma ancora senza pc.
Mi chiama mio padre.
"Ma...cosa c'era sugli hardisk?"
"la mia vita"
"Ecco...il tizio ha detto che uno è fuori uso e l'altro...per sbaglio...l'ha cancellato"
"...."
"Che c'è non parli più?"
"Bè, non mi hai dato una buona notizia, che pensi che possa mettermi a ballare la tarantella?"
E qui, l'apice della sfiga.
P non si faceva sentire, il mio umore era nero, i corsi all'università non cominciavano, il mio pc andato, le foto, i video, i documenti (!) di una vita erano andati e avevo assaggiato il mio nuovo computer per poi vedermelo portare via così (sarebbe stato meglio non averlo mai avuto fra le mani).
Ad oggi le cose sono leggermente migliorate, dopotutto quando tocchi il fondo puoi solo risalire!
Diciamo che P si fa sentire, il mio umore sta migliorando, i corsi sono iniziati (bè, non so se sia un miglioramento perchè ho orari folli) e per l'occasione mi sono ammalata...per il resto la solfa è uguale. Però vado avanti tranquilla, almeno credo.
Un bacio a tutte voi e buon weekend (con lunedì compreso! :D ) sperando che la dea bandata mi guardi ogni tanto!!
*AmaRa*
domenica 10 ottobre 2010
Salve a tutte!
Per sdrammatizzare un pò quest'aria pesante vi vorrei lasciare due righe di una canzone che da stamattina mi ronzano in testa. Conoscete Caparezza immagino...non so se conoscete questa canzone "Ulisse (You Listen).
E comunque le righe sono queste:
"E non avrà pietà di gatte morte fissate con l'età e solite solfe. Detesta il vip che fa il fotoreporter. Terrebbe le sue fans sotto revolver. Lei è sanguigna, senti che i denti digrigna. Cenerentola dà una sventola alla matrigna ma non le va la scarpetta, lei fa la scarpetta che se mette pancetta non frigna ed io, non sono Ulisse, io non so resisterle."
E mi colpisce la parte della scarpetta e della pancetta...XD
Diciamo che è il mio stile di vitapensiero.
Infatti sto già pensando a cosa cucinerò per pranzo...!
Come si dice, in qualcosa bisognerà pure affogare i dispiaceri!
*AmaRa*
sabato 2 ottobre 2010
martedì 21 settembre 2010
Senza speranze
Ho trascorso un anno pensando segretamente a lui e non avevo mai preso sul serio l'ipotesi di parlargli per dirgli chiaramente come vanno le cose ma ora ho capito (meglio tardi che mai) che a questo punto è ridicolo andare avanti in questo modo e quindi ho deciso di prenderlo da parte per due minuti di orologio (sì, mi sono cronometrata e mi ci vorranno 1minuto e 30 secondi per dire tutto, gli altri 30 secondi li inserisco sotto forma di pausa tra una frase e l'altra) e dirgli tutto.
Ok, le intenzioni ci sono tutte. Manca la volontà. Come sempre.
Ormai ci vediamo solo durante il fine settimana e ovviamente gli unici giorni a mia disposizione sono, appunto, il sabato e la domenica e, volendo, non mancano neanche le occasioni per parlare con lui dato che stiamo quasi sempre da soli però, come dicevo prima, sono una codarda. Seduta su una panchina, con lui, soli, si parla tranquillamente, mi decido "adesso gli dico tutto d'un fiato", tutti gli organi interni cambiano posizione arbitrariamente nel giro di 4,2 secondi per il nervosismo, momento di silenzio "il momento perfetto" mi dico, "Ora parlo. Adesso apro la bocca e butto fuori tutto quello che ho dentro. Sì, adesso lo faccio. Sono CONVINTA" e poi ovviamente passo dalla convinzione più assoluta a "Vabè magari questo non è esattamente il momento migliore, posso dirlo anche tra qualche minuto" per poi passare al "No, glielo dico domani" concludendo con un "ma quanto sono inutile e senza coraggio?" però l'ultima fase viene raggiunta solo quando io sono ormai a casa e l'occasione è ovviamente sfuggita.
Ormai mi sembra chiaro: sono un caso disperato.
martedì 17 agosto 2010
"E lontano lontano nel tempo..."
NuovoFenomeno (da ora CapitanFenomeno) mi piace ancora, tanto.
è inutile: per quanto cerchi di pensare ad altro e ad altri il pensiero torna sempre a lui. Ovviamente il fatto di uscire sempre con lui e di ritrovarmelo sempre accanto non mi aiuta.
Lo so che questa situazione va avanti da un anno ma non trovo ancora il coraggio per dirgli tutto, nonostante molte persone non facciano che dirci robe tipo "voi due state benissimo insieme, dovreste essere una coppia, non solo amici"... alcuni amici pensano addirittura che io e lui stiamo già insieme ma vogliamo tenere nascosta la cosa (no parliamone: io starei con uno gnocco come CapitanFenomeno e DOVREI TENERLO NASCOSTO?? Questa è pazzia mie care...).
Poi c'è il mostro. Non so se dovrei ancora preoccuparmi di lei dato che lui mi ha più volte giurato e spergiurato che non ci pensa più (e credo che lo dimostri anche, dato che non sta più con lei ma è sempre incollato a me) però boh, c'è qualcosa che non mi fa stare totalmente tranquilla. Chiamatela paranoia, chiamatelo masochismo boh...
Tutte ste disamine patetiche per dire che? Che non gli ho ancora parlato perché sono terrorizzata da un eventuale rifiuto che, chiaramente, rovinerebbe tutto quello che abbiamo. In molti mi hanno detto che comunque questo rapporto è già compromesso dato che, almeno da parte mia, non è amicizia disinteressata e so benissimo che tutte queste persone hanno ragione, devo solo accumulare coraggio, prenderlo da parte e dire tutto. Poi l'intera situazione sarà nelle sue mani.
lunedì 5 luglio 2010
sabato 30 gennaio 2010
leggendo il post dal titolo "gloomy moment", mi sovviene per l'appunto alla mente, una bizzarra esperienza che risale ormai a due anni fa.
ci sarebbero tanti dettagli da scrivere per far comprendere bene la situazione, ma al momento per una serie di motivi, mi limito a sintetizzare l'accaduto.
Un ragazzo per cui avevo preso una scuffia paurosa che rasentava l'amore (o perlomeno un forte sentimento che non sapevo bene come etichettare), una sera, dopo il lavoro (diciamo che era un "collega") mi invita a rimanere da lui.
Parliamo...lui comincia a suonare la chitarra e a cantare...beviamo...ci confidiamo...e decidiamo di coronare l'intimità e l'incontro d'anime che si era andato creando in quei giorni con un rapporto sessuale.
Ero veramente contenta...ricordo tutto di quei momenti...e quando dico tutto: é TUTTO!
Dovete infatti sapere, che il ragazzo in questione, si é comportato in una maniera insolita.
Mi ha presa per mano, accompagnandomi in camera...poi mi ha spogliata, si è spogliato...mi ha baciata...e fin qua tutto ok!
Non appena ha deciso (perdonatemi il termine) di "introdursi", ha però iniziato a pormi una serie di quesiti...non smetteva più di parlare e a me non é MAI capitato.
Ho pensato -sarà un suo modo di eccitarsi-, ma il ragazzo non diceva cose inerenti il rapporto sessuale...NON grugniva dicendo porcate come "sei una t...", "ti voglio", "ti desidero", "si", "NO", "uh" etc.!
NO!
Lui mi chiedeva di continuo "Ma tu mi ami?", "Ma perché lo stai facendo con me?", "Mi ami?" "Mi ami?" "Mi ami?"...
Me l'avrà chiesto tipo 96000 volte, ma io non volevo rispondere!
Era la prima volta che andavamo a letto, Cristo santo! Come poteva farmi quella domanda?
Lui poi diceva di amare un'altra, quindi non potevo aprire il mio cuore a lui senza essere ricambiata e corrisposta!
Ma perché ha fatto così? Me lo chiedo a tutt'oggi!
Mi ha fatto il lavaggio del cervello...il rapporto è durato tantissimo...il più lungo della mia vita (tipo 3 ore) fino al mattino e lui non ha raggiunto l'orgasmo!E te credo!
Parlava tutto il tempo!
Vi é mai successa una roba del genere?
Una seconda volta in cui ci siamo appropinquati a ritentare in un'altra occasione...dopo un po' che lo facevamo ha detto:"Tu non mi ami" e si é tolto.
amen.
giovedì 28 gennaio 2010
che fine ha fatto il fareniello?
Beh...quando gli ho detto definitivamente che non volevo più vederlo perchè non mi ispirava niente, se non un senso di profonda insicurezza e disagio per il suo non riuscire a mettere 10 parole di senso compiuto in fila mi ha mandato un sms scrivendomi che sono una psicopatica, che ho dei problemi e che non si spiega perchè io non voglia star con lui!!!
OHHH...Ma sei scemo totale???Te l'ho detto in tutti i modi che sei un essere insignificante!!
Ovviamente al messaggio non ho risposto e lui non solo dopo qualche giorno di finto orgoglio mi ha provato a chiamare,ma mi ha iniziato a scrivere le canzoni di Ligabue e di Vasco su msn e su feisbuk...cose del tipo "Ho messo via"..."Io no"...
Una di queste sere ero a casa mia col mio meraviglioso amore e mi contatta su msn.
Mi giro verso il mio lui e gli dico : "ti dispiace se rispondo un momento a sto deficiente?"
Lui acconsente e io gli scrivo "Ma che cazzo mi contatti a fare se mi hai scritto che sono una psicopatica solo perchè non mi piaci neanche di striscio e non voglio stare con te!"
E per concludere "Afammocc!"
Oh...incredibile a dirsi....ieri mi sono ritrovata un suo mp con un'altra canzone??!!!
La gente è proprio strana...