mercoledì 27 aprile 2011
chi non muore...
Sparito totalmente magari no dato che siamo amici e frequentiamo le stesse persone ma almeno mi è passata (o comunque mi sta definitivamente passando) la sbandata atomica che avevo preso per lui.
Adesso avanti il prossimo!
mercoledì 20 aprile 2011
Questione di prospettiva
... perché sono giorni che ha la febbre alta che non è riuscito neanche a farsi una doccia.
AGGIORNAMENTO: avvenne un dì che me ne andai bel bella a pranzo a casa di uno splinderiano da poco trasferitosi nella mia città - questo, a riprova del fatto che si possa anche uscire dall'epilettogeno universo dei pixel, e incontrarsi alla luce del sole, con dei fotoni veri tutt'intorno -. A casa di costui v'erano altre genti, ma di essi uno in particolare attirò la mia attenzione in quanto - poffarbacco! - latore di occhi di un azzurro tale che al confronto la bandiera del PDL è verde-melma. E' cosa nota, difatti, che io nutra un malcelato debole per l'iride cerulea.
S'ischerzò, si rise e ci si diede al buon tempo pria, durante e poscia il desinare. Ma fu solo nei giorni seguenti che addivenni alla conclusione che forse anche nel suddetto la mia persona aveva risvegliato qualche interesse; di qual genere detti interessi fossero, non sto qua a dirvi, vi basti sapere che mi ritrovai, dopo sollazzevol nottata, a cibarmi di banane fritte - che non si chiamano banane, ma banane sembrano e adunque per me banane sono - approntate da lui all'uso nigeriano per pranzo, al fine di non interrompere lo studio delle mie sudate carte.
Non dimandatemi, fanciulle, quali siano i rapporti che mi legano a costui, perché per il momento non ne so una sega. So che sono stata bene, e tanto mi basta.
In fede, vostra
Ciccuzza
Ulteriore aggiornamento (una settimana dopo)
cioè, Bridgets, ve lo dovevo scrivere perché scommetto che nessuna di voi può vantare una seconda uscita come la mia: una serata intera, dalle otto e mezzo alle tre di notte, lui con la testa appoggiata alle mie ginocchia, io che gli carezzavo la schiena. il tutto avveniva molto romanticamente al pronto soccorso dell'Umberto I, ove ci eravamo recati a causa dell'invincibile febbre alta di cui all'inizio del post.
gran seratona, ragazze, con tanto di meravigliosi trip: un traumatizzato con lesioni al midollo spinale che si alza e cammina, un ciccione enorme con maglione blu, zoccoli in tinta e, avvolta a mo' di asciugamano intorno alla vita, una gigantesca carta di uovo di pasqua dorata, e tante tante altre cose che voi umani non potete neanche immaginare.
invidiatemi.
giovedì 14 aprile 2011
è finita..
Cronologia:
L’inizio della fine: Volevo lasciarti, ma mi sono reso conto che ti amo piu di prima, ed io mi incazzo,
il giorno dopo: Ho deciso di stare solo qualche giorno per capire che provo, va via un giorno poi torna
Terzo e quarto giorno: Ti amo piu di prima
Quinto giorno: sente l’ex che aveva lasciato per me… A sua detta chiamato da lei, a detta di lei chiamato da lui..io gli dico: se senti lei con me hai chiuso, prima ok, poi no tu mi soffochi.. la sera se na va di casa cacciato da me
Sesto giorno: ritorno
Settimo giorno: vuole stare solo, deve capire che vuole dalla sua vita.. gli faccio le valige e se ne va dicendo è solo un distacco fisio, io ti amo lo faccio per noi..
Dopo qualche altro giorno di non cagamento da parte mia ritorna, rimane da me dice che mi ama.. e quando gli dico se torni è per rimanere lui dice: devo stare solo, devo trovare i miei obiettivi.. va via non mi cerca e non lo cerco.
Svariati ritorni parziali, forse la sua incapacità di stare solo, forse l’affetto residuo o la mancanza d’affetto, forse tante cose..
Comincia a risentire l’ex… anzi la risentiva prima di ritornare e poi rifuggire.. la sente tutt’ora credo spesso.
Ha cancellato tutte le nostre foto e poi mi ha cancellato da Facebook, forse per dimostrare a lei che con me ha chiuso.
Ed io in tutto cio mi sento di merda… mi ripeto che non ho bisogno di una persona che promette e poi scappa,
che tradisce ripetutamente, mi ripeto che ho perso tutta la fiducia in lui, nelle sue capacità, nei suoi valori, nella sua integrità morale. Uno che non vale il valore che gli hai dato.
E’ un coglione.. (permettetemi di dirlo e di urlarlo) non sa quello che vuole, non mi ama, non mi merita, è un traditore, è un debole, non ha concluso nulla nella sua vita ed ha rovinato di nuovo la mia. Solo promesse e parole al vento.. in pratica: un pugno di mosche. Se lo riprendesse l’ex.
Ma non basta, sto male perché mi sono fidata, perché gli ho dato tanta, ma tanta fiducia..gli ho dato l’anima.. purtroppo fa male.. l'amore se ne andrà via pian piano, starò bene pian piano...Maledetta sindrome da crocerossina!
Mobbastaperò, non la vale questa sofferenza. Meglio capirlo dopo 6 mesi che dopo anni.
Single si sta bene.
lunedì 4 aprile 2011
martedì 22 marzo 2011
E' primavera, svegliatevi bambine!
(...oooooohhhh)
C'è nessunoooohhh?
(...unooooohhh..?)
C'è l'eco, qua dentro. Non Umberto, per fortuna, il quale mi farebbe fucilare all'istante per le quattro righe qua sopra. E anche per quelle che seguono.
Zitelle, dove diamine siete finite? Date un segno di vita, uno qualsiasi, uno sparo a salve da un cannone, una proiezione psichica del vostro doppelganger, quello che vi pare, ma rivivete! In fondo è primavera, gli animali escono dal letargo, fioriscono le minigonne sulle gambe di noi ragazze - anzi: di voi ragazze con le gambe che non sembrano quelle di Gattuso -, Larussa esulta col suo ghigno demoniaco perché finalmente ha trovato un modo efficace per dar sfogo a tutte le ataviche frustrazioni dovute al suo pene piccolo, i bocciuoli sembrano cosparsi di una polverina magica che pare farli brillare di luce propria (sarà cesio radioattivo?), le bandiere italiane garriscono sui balconi e sulle finestre e nei caminetti della Lega - da loro la primavera arriva più tardi -.
Non chiudetevi nel vostro mutismo: partecipate anche voi al risveglio luminoso dell'emisfero boreale tutto.
Almeno, finché potete.
lunedì 21 febbraio 2011
Usi criminosi
Con questo post, intendo fare un uso criminoso di mezzo pubblico, perché innanzitutto vi volevo dire che io oooodio splinder, in quanto nei giorni scorsi ho provato più volte a commentare i vostri post, ma quando li inviavo mi compariva una specie di errore e si scancellava tutto. Il che è grave soprattutto per i commenti al post di Cerveza, che erano delle cose lunghe e articolate e dopo la terza volta che ci riprovavo (perché, essendo io una Giorgiona patentata, mica salvavo... noooo! ogni volta riscrivevo tutto daccapo) ho mandato a quel paese splinder, il Ctrl+C, l'Italia metà galera, poi l'Italia tutta intera, i Puffi, Gargamella, li mortacci loro e chi non glielo dice con la voce di Mike Bongiorno (cit.).
Mo se splinder mi cancella pure questo post, gli mando contro uno dei superpersonaggi creati da mia madre dopo il famigerato Tomonx, protagonista di Forrest Gump: la nuova Nemesi di internet, Margherita Hacker!
Ma comunque.
Per tornare a fare la zitella seria che scrive di cose serie, volevo aggiornarvi con l'ennesima chicca prodotta dalla mente - ormai acclaratamente malata - di Furio, a.k.a. Sestoscemo, a.k.a. l'ultimo trofeo nella mia magnificente esposizione di psicopatologia umana maschile.
Riassumendo brevemente: dopo esserci lasciati, sono sopravvenuti giorni di intensi litigi per incomprensioni e malintesi (forse), occasioni nelle quali io do il meglio di me quanto a interpretazione del ruolo della Pazza Isterica e Acida Oltre Ogni Dire. Mi aspetto di essere chiamata dall'Academy a giorni, per la nomination.
Però poi calma, tranquillità, e non-sentenza reciproca. Solo che io sono fatta un po' così, diciamo, sono fatta strana, e questa cosa che l'ultima volta che ci siamo visti - la mattina del 23 dicembre, quando sono partita per il Paesiello Natio - era un'apoteosi di cuoricismo da diabete, e poi è successo un '48 (anzi, un '96, ma che dico? un '3578, un esponenziale n tendente all'infinito...) tutto e solo per telefono e via mail, proprio non mi scendeva giù. Non che volessi tornarci insieme, considerate le cose di cui vi ho già parlato. E' solo che a me pare sempre brutto chiudere le cose "virtualmente": al punto che per esempio l'anno scorso presi bel bella un treno per Torino la mattina dopo aver chiuso una storia, col rischio che lui neanche venisse a prendermi alla stazione, perché non mi scendeva giù che ci dovessimo mollare definitivamente per telefono (per la cronaca: lui ci venne, alla stazione, e rimasi là due giorni, e forse, anche se furono gli ultimi, sono stati i momenti più belli che ho passato con lui... ma il tizio in questione era di tutt'altra tempra, rispetto al nostro buon Furio). Sarà che voglio le lacrime in diretta, le voglio toccare - le mie e le sue -.
Insomma a fine gennaio ho chiamato l'ottimo Furio per chiedergli di vederci, e anche per chiedergli se mi portava dei libri che cerco da anni, quando tornava da Parigi. Lui ha glissato, "no, è meglio di no... lasciamo tranquillizzare un po' le acque". Quali acque? Di che?
E dopo due giorni mi ha richiamato per chiedermi "ma cosa volevi dirmi l'altro giorno? solo dei libri?" "no, volevo chiederti dei libri, e di vederci" "e nient'altro?" "... in che senso?" "no, niente, così". Il misterioso Furio.
Qua, a onor del vero, devo dire che io ho commesso un errore: nel senso che lui mi aveva già detto, seppure con spiegazioni per nulla plausibili, che non ci teneva a vedermi. Però io qualche giorno dopo, dovendo accamparmi per una giornata intera in una biblioteca vicino casa sua, l'ho chiamato per chiedergli se volesse pranzare insieme a me. Mea culpa, briggezz, lì ho fatto una cazzata, ma comunque non mi sarei mai aspettata la sua reazione glaciale nel rispondermi, né la pippa chilometrica che mi ha attaccato di conseguenza, sul fatto che avremmo dovuto aspettare per poter essere amici ("Fu', ma io non penso che io e te possiamo essere amici... cioè, con Ex ci sarei potuta rimanere amica, ma con te... boh, non so se voglio..."), in modo che poi se avesse avuto una storia con un'altra avrebbe potuto presentarmela ("Fu', così come a me hai presentato tutti gli amici tuoi? specialmente la tua Ex Grandissima Scassapelotas?"), che in effetti se non mi aveva presentato i suoi amici forse era perché a me non ci teneva poi così tanto ("ah, è per questo che mi hai crocefissa per due mesi per venire a passare l'estate a casa mia e perché io dicevo che preferivo non farti conoscere i miei genitori così presto, e tu hai fatto una caciara che non finiva più, accusandomi di avere la tipica mentalità chiusa del Sud?" - che poi, strunz, tu avrai anche preso l'accento romano, ma sei di Napoli, no di Bolzano nord... -).
Insomma, dopo quella telefonata ho preso un pennarello rosso formato gigante di tipo indelebile per superfici cerebrali, e mi sono auto-tracciata una vistosissima X in zona ippocampo-lobo limbico, in corrispondenza del suo nome.
Sennonché, in un terso pomeriggio di metà febbraio in cui sto amabilmente dando vigorose capate sul libro di psichiatria, mi giunge una telefonata da un numero che non conosco. E' l'avventuroso Furio, appena tornato dal viaggio in terra francofona, che mi ingiunge di sedermi, perché ha delle cose non piacevoli da dirmi.
Io mi spavento: oddio ha l'AIDS, oddio sua mamma si è sentita male, oddio gli hanno rapinato casa, oddio è caduto l'aereo e mi chiama per comunicarmi che è morto.
Niente di tutto questo.
Con voce greve, venata di funereo, mi dice che si è sentito usato - da me -, per il fatto che lo chiamavo con tanta insistenza per vederci, e che aveva capito tutto, che ormai aveva messo insieme le tessere del puzzle, che insomma all'inizio lui era in buona fede ma poi difatti mi aveva chiesto quali fossero i reali motivi del mio cercarlo, e anche se non avevo avuto il coraggio di dirglieli lui li ha capiti lo stesso e ha sentito che stavo mancando di rispetto a lui e alla sua Nuova Compagna - sì, ha detto proprio così: Nuova Compagna - perché ormai era inutile negarcelo, lui aveva una Nuova Compagna, e io li avevo messo entrambi in imbarazzo, ero stata del tutto irriguardosa...
Che a quel punto a mezza voce ho detto va bene, tu avrai capito tutto, ma io, sinceramente, non ho la minima idea di cosa tu stia parlando
E lui, con voce glaciale, sprezzante, ma sicura come si confa a ogni buon cavaliere senza macchia e senza paura: "tu mi chiamavi perché mi volevi come trombamico, e questa mi sembra una cosa molto brutta da parte tua, anche perché io ho già un'altra storia, e sai, lei potrebbe aversene a male".
Ora: immaginatevi un bel punto interrogativo, ma grosso, grossissimo, giallo e ciccione. Stava là, sulla mia capoccia, mentre lo ascoltavo e mi chiedevo se gli sbalzi di pressione in aereo potessero causare danni così ingenti al cervello umano, al punto da fargli partorire una cosa del genere. A lui. Alla persona con cui ho passato otto mesi della vita mia, e la quale avrebbe dovuto sapere meglio di chiunque altro come io dica esattamente quello che penso, pure se quello che penso è "guarda che io in questo momento anche se sto con te mi scoperei un altro perché questa storia non mi sembra neanche più una storia", pure se quello che penso è "anche se ti conosco da solo sei ore, mi piaci da morire, e ho voglia di fare l'amore con te e non me ne frega niente se pensi che sono una troia che la dà al primo che passa, io vorrei che tu dormissi da me stanotte".
Poco ci mancava che gli scoppiassi a ridere in faccia.
Ma lui insisteva: e allora perché mi chiamavi?
Perché mi sembrava surreale lo sbalzo tra l'ultima volta che ci siamo visti, e tutto quello che è successo dopo, perché avevo bisogno di vederti, reale, sapere che era tutto finito guardandoti in faccia.
E lui ancora, pervicace: mi sembra che non abbia senso.
Perché invece questa faccenda che io ho mancato di rispetto a lui e alla di lui Nuova Compagna - che manco sapevo che esistesse - in quanto ostinatamente convinta di volerlo come trombamico, di senso ne ha a bizzeffe, una cosa che domani mattina me lo vado a vendere al mercato tutto questo senso che mi avanza e che non so più dove metterlo ché ne ho gli armadi pieni.
Cioè.
Siamo stati insieme otto mesi, e non ha capito un'emerita ceppa di me. A saperlo prima, qualche volta avrei provato a sgattaiolare fuori dalla macchina mentre guidava e mi ammorbava con i suoi tornei di Magic, mettendo al mio posto un pupazzo formato gigante di Winnie the Pooh, per cronometrare quanto ci metteva ad accorgersi della differenza.
Chissà, magari finiva che se lo sposava...
PS: cerve', ma te lo posso mandare come messaggio privato, il commento, o cominci a insultarmi per violazione della privacy?
mercoledì 16 febbraio 2011
Di leggerezze e banalità
Ieri stavo studiando (cioè contavo le pagine da escludere dal libraccio di diritto dell'Unione Europea) e, attraverso non so bene quali processi mentali, sono arrivata alla conclusione che c'è troppa superficialità nell'usare le parole. “MA CHE SCOPERTA MERAVIGLIOSA!” direte voi “...equiparabile solo alla scoperta dell'acqua calda” aggiungo io.
Questo post sarà di una banalità sconcertante ma a me le cose banali a volte mi fanno pensare.
In genere una storia va così: ci si conosce, ci si piace, si sta insieme e dopo 3-4 giorni (quando si va lentamente) già partono in loop frasone impegnative tipo “tu sei tutta la mia vita” o “tu sei quella che cercavo” oltre, naturalmente, al super-inflazionato “ti amo” che ormai si riserva anche al tizio che ti lascia entrare per prima dal salumiere, ma solo per guardarti il didietro.
Ma... seriamente? Voglio dire, le cose sono davvero diventate così squallide o sono io ad essere schifosamente all'antica? No ditemelo perché, se quella sbagliata sono io, cercherò di rimediare, lo giuro!
È solo che non riesco ad arrendermi a questa cosa... Si sa che i primi tempi insieme sono tutti rose e fiori, tutti ciccipucci, non ci si scolla un secondo, si sospira ad ogni cosa ci ricordi la nostra cara e dolce metà che ci sembra sempre perfetta e bellissima. È la norma. I problemi vengono quando questa prima fase passa e SOLO ALLORA -sempre secondo il mio banalissimo parere- ci si conosce per quelli che siamo e quindi... perché non aspettare un pelino di più prima di sbandierare amore eterno al tipo conosciuto appena 3 quarti d'ora fa?
Fine del post più noioso della storia, adesso vado a riflettere sul fatto che si stava meglio quando si stava peggio.